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Il Partito dei Giovani
 di Giuseppe Fin
Tra circa sei mesi nel nostro Paese ci saranno le elezioni politiche e il rischio,che ad oggi si fa sempre più serio, non è tanto l’avere Berlusconi invece di Prodi come Presidente del Consiglio o all’incontrario, come meglio pare, ma il ripetersi di una schiera di parlamentari, dove, chi si trova sotto i 35 anni si può tranquillamente contare nella metà delle dita di una mano. E’ una cosa seria, nessuno dei partiti di centro-sinistra o di centro- destra ha il coraggio di porsi questi problemi perché significherebbe togliere la sedia da sotto il “sedere” a qualche quadro potente di partito. I “francamente me ne infischio” esistono e sono talmente abili da trovare sempre un palliativo nel momento in cui salta fuori il tema giovani e di sicuro non mancheranno. Lo abbiamo visto alle europee, alle regionali, dove come ogni volta si sono consumate tantissime parole sull’argomento ma purtroppo solo quelle, e, ne sono sicuro, lo vedremo anche alle politiche... continua
| Sturzo e la sfida della responsabilità
 On. Pier Ferdinando Casini
Cari amici de “Il Popolo Veneto”, come altri padri nobili del pensiero e dell’azione politica, anche Sturzo, nell’ultimo decennio, è stato al centro della contesa tra quelli che hanno cercato di appropriarsi della sua ispirazione e del suo esempio. In tempi di crisi dei partiti e di frammentazione, si è cercato da più parti di legittimare le scelte di oggi, spesso dolorose e talvolta incomprensibili, con il richiamo all’esperienza di ieri, a quello che è stato, persino a quello che avrebbe potuto essere. La figura e l’opera di Sturzo non sono rimaste estranee a questa voga. Nella stagione del maggioritario, della polemica contro lo Stato accentratore e inefficiente, delle privatizzazioni e dell’abbandono delle vecchie forme-partito, il fondatore del popolarismo è stato sbrigativamente trasformato in un santino del rinnovamento, con quel tasso di semplificazione e superficialità che ogni devozione strumentale comporta. In realtà l’insegnam... continua
| Cina, un’opportunità per l’Occidente
 On. Adolfo Urso Vice Ministro Attività Produttive
Fa piacere che “Il Popolo Veneto”, inaugurando la sua nuova avventura nel mondo del giornalismo italiano, scelga di dedicare il suo primo ‘speciale’ alla Cina, questo immenso paese che, dopo anni bui, si riaffaccia da protagonista sulla scena politica ed economica mondiale. Cina e Italia, dunque: due mondi meno lontani di quanto si creda. Entrambi culle di civiltà, sono state per secoli il motore culturale ed economico di tutte le terre allora conosciute; due universi che, per importanza e capacità, non potevano non incontrarsi. Da Marco Polo a Matteo Ricci, i legami tra i due paesi furono importanti e crearono, già da allora, straordinari scambi, non solo economici. La Cina, in tempi più recenti, ha vissuto secoli di depressione, culminati con i più duri anni della dittatura comunista che l’ha chiusa al mondo, sia a livello culturale sia economico. La politica della “porta aperta”, introdotta da un leader illumina... continua
| La formazione del pensiero meridionalista di Don Luigi Sturzo
 Filippo Caputo - Responsabile Nazionale Cultura Giovani Margherita
In un tempo in cui risulta essere sempre più difficile recuperare la giusta serenità per affrontare un confronto storico e politico scevro da tentativi di strumentalizzazioni, banali quando non irriguardosi, non si può non ammettere che la figura di Don Luigi Sturzo, si staglia ancora oggi nitida al nostro orizzonte, nell’attualità del suo esempio di impegno civile, coerente e “laico”. Il sacerdote siciliano, nella fedeltà alla Chiesa, ha saputo formulare una proposta culturale, prima ancora che politica o partitica, decisamente innovativa rispetto al panorama dell’Italia di allora, in cui ai cattolici era riservato, a fasi alterne, o il ruolo di “quinta colonna”, minaccia latente per lo stato unitario liberale, o quello di utile massa elettorale da usare solo nei ristretti confini di una logica da do ut des. Parimenti nella seconda metà dell’ottocento lo Stato veniva visto dai cattolici come uno strume... continua
| In memoria del popolo di Piazza Tien An Men
 Gabriele Meneghetti
Nel 1989, pochi mesi prima della caduta del muro di Berlino e di molti regimi comunisti, il mondo assisteva incredulo al maggio cinese. Un maggio di rosse bandiere sventolate nelle piazze, un maggio di passione politica, un maggio in cui un popolo ha come non mai gridato ai potenti ed al mondo la sua voglia di democrazia. Ma la libertà che in molti avevano assaporato a maggio non era altro che il preludio alla repressione di giugno. In una notte i manifestanti morirono a migliaia e con loro morì il sogno cinese. La repressione era rimasta l’unica arma del governo per mantenere l’ordine pubblico e per mantenere in vita un regime che rischiava il collasso. Ma perché questo movimento faceva così paura al regime? Quali erano le sue rivendicazioni, quali le richieste? Tutto era iniziato il 15 Aprile con la morte di Hu Yaobang, il segretario del Partito Comunista Cinese, che dopo aver appoggiato le rivolte studentesche del 1987 si trovò in minoranza n... continua
| Il ricordo della Repubblica romana del 1849
 Maurizio Parisi
La Repubblica romana rappresentò una delle pagine più luminose del Risorgimento italiano, alla cui causa contribuirono alcuni tra i più generosi patrioti; un’esperienza breve, eppure densa di significati, non solo per lo spirito di sacrificio e per l’eroismo di chi la difese. Essa rappresentò l’affermazione della libertà, della fratellanza, delle idee democratiche e delle virtù repubblicane: per queste ragioni, il ricordo degli atti della Repubblica romana mantiene - anche nella nostra epoca - un particolare valore morale e giuridico. Occorre premettere che i fatti romani si inserivano in un più generale contesto storico: tra il 1848 e il 1849 quasi tutta l’Europa fu sconvolta da rivolte e insurrezioni, con le eccezioni dell’Inghilterra e della Russia1. L’insoddisfazione per i regimi oligarchici e l’odio contro lo straniero esplose negli Stati europei con forza dirompente: quasi ovunque moti e insurrezioni erano legati alle medesime aspirazioni popola... continua
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